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Cani randagi, di Roberto Paterlini

[Perché lui e Francesco non erano come le coppie normali, ma più forti di qualsiasi conven]zione. E il loro amore non si fermava al corpo, andava oltre, non lo vedeva nemmeno… il corpo.

Che idea da coppietta borghese, chiamare fedeltà quella e quella soltanto.

Ma quanto erano stati davvero liberi in quella scelta diversa? Quanto, lui in particolare?

Forse la volontà di essere superiore a quelle regole era stata più insistente ancora del desiderio. Forse, si era comportato in quel modo perché solo lui lo poteva fare e gli altri invece no. Conoscendosi, non si sente di scartare questa possibilità. Conoscendosi, è più probabile sia rimasto vittima del fascino del potere e della lusinga del sentirsi superiore e distante, che non di quella del puro piacere fisico, per di più di così breve durata.

Eppure non se n’era mai reso conto, ammesso che sia andata davvero così. Sino ad oggi, a questo viaggio in treno.

Anche lui ha costruito tante convenzioni e ne è diventato prigioniero senza nemmeno accorgersene?

Di certo ha faticato per laurearsi con il massimo dei voto solo per i suoi genitori. Poi, ovviamente, ci sono stati i sacramenti, che erano chiaramente solo una buffonata e una gran noia, ma ai tempi era un bambino – già, anche lui è stato un bambino – c’erano di mezzo dei regali, e la sua famiglia era così conservatrice…

Nient’altro. O niente che ricordi al momento.

Mentre penso a queste cose il male invisibile e silenzioso che ho dentro mi sta mangiando? Anche mentre dormo? Anche quando guardo la Tv o leggo o chiacchiero con un amico? In nessun istante della giornata si dà tregua e riposa dalla sua missione di uccidere il mio sistema immunitario? Com’è possibile che il mio corpo glielo permetta?

Non ci deve pensare, si ordina. Decide di lasciare in sospeso qualsiasi questione, perché ormai sa che è impossibile indagare la natura umana e in particolare la propria con assoluta precisione e certezza.

Ma la sua mente se ne infischia degli ordini e prosegue.

Continuo a sottovalutare il piacere, in realtà. E dimentico quanto fosse eccitante amare con tutto me stesso una persona [e andare a letto con mille altre.]

***

Il libro (dal sito della casa editrice): Una mattina di fine estate, Federico e Giacomo trovano sul fondo di un comodino una vecchia audiocassetta risalente alla metà degli anni ’80. Sul nastro è incisa l’intervista che lo zio di Giacomo, Francesco, fece a Luigi de Lorenzi. Il signor de Lorenzi, uomo mite, di grande umanità, è testimone diretto della terribile esperienza di confino cui furono condannati negli anni ’30 gli arrusi, come allora venivano chiamati gli omosessuali. A partire dall’audiocassetta, la narrazione si divide in tre vicende. La prima è proprio quella di Luigi de Lorenzi nella Sicilia degli anni ’30 e poi sulle isole Tremiti. Al suo racconto s’intreccia la disperazione di Francesco: il virus più temuto degli anni 80, l’Aids, ha colpito il suo compagno. Infine, ai giorni nostri, Giacomo, è tormentato dalla paura di essere ormai incapace di amare. La fedeltà è la malta di ogni rapporto d’amore o è possibile accettare l’altro fino al punto di non limitarne la libertà?

Roberto Paterlini
Cani randagi
RAI Eri, 2012
ISBN 978-88-397-1589-0
pp. 303, euro 15

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