Fermo sul ciglio di pietra che aggetta sulla valle, Ettore pensa per un attimo a quel poveraccio che ne aveva fatto un rilievo, e prova a immaginare quanto doveva essere vuota la sua vita, al punto di dedicare questa enorme quantità di tempo a prendere le misure di un’intera vallata, con calibro righello e rullina.
La valle infatti è perfettamente identica all’originale, Ettore la ricorda bene. È stata riprodotta nei minimi particolari, pezzo per pezzo, pietra per pietra. Le piante sono state messe al loro posto dopo un meticoloso censimento, e così gli animali selvatici e le rane. Ogni cosa è stata collocata nell’esatta posizione in cui si trovava al momento del rilievo. Praticamente un clone. Tanto che, chiunque si trovi a passare dall’autostrada, o decida di fare una passeggiata tra gli oleandri ai bordi della fiumara, non riuscirebbe a notare proprio niente di cambiato. Tutto, esteticamente, corrisponde con fedeltà all’originale.
Allo scoccare dell’anno 2020 il governo centrale aveva approvato il progetto di Clonazione Sostenibile Globale delle aree verdi. Si trattava in poche parole di riprodurre le zone incontaminate del pianeta, per tramandarle intatte ai discendenti del millennio appena iniziato. Nel futuro più lontano, qualunque abitante della Terra avrebbe potuto godere dei paesaggi naturali che i propri avi avevano ricostruito. Ogni parco, ogni valle, ogni percorso di fiume, dalla sorgente fino al mare, una specie di monumento permanente alla natura.
Questa è la valle, adesso. Ettore è contento di poterla ammirare tutta intera dall’alto del margine dello strapiombo. Il fiume pietroso si insinua tra enormi massi bianchi. Tutto è riprodotto magnificamente. Ogni cosa è proprio come la ricorda. È un paradosso ritrovare la riproduzione perfetta della valle esattamente al posto di sé stessa. Un paesaggio mozzafiato dove tutti i gli elementi si concentrano e rimangono intatti, per negare alla natura le mutazioni del tempo e preservarla per sempre agli occhi dei nostri discendenti.
Ettore è fermo sul ciglio di pietra, sporgente sulla valle. Ha ottanta anni, ed è identico a come era. È stato riprodotto nei minimi particolari, muscolo per muscolo, neurone per neurone. I capelli sono stati messi al loro posto, dopo un meticoloso censimento, così anche i denti e gli altri organi. Tutto è stato collocato nell’esatta posizione in cui si trovava al momento del rilievo. Tanto che, a incontrarlo per strada, sul treno, al ristorante, nessuno noterebbe qualcosa di cambiato. Tutto corrisponde perfettamente all’originale.
Raimondo Quagliana è un alunno del blog Tutta colpa della Maestra,
eletto come miglior blog letterario 2012 ai Macchianera Italian Awards