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Una come tante: una mattina al mercato

Basta! È giunta l’ora di darsi un tono; va bene che avere trent’anni oggi non è com’era trent’anni fa, ma non si può avere ancora come sogno il dolce forno harbert (rimpianto che comunque rimarrà tutta la vita!). E quale pozzo di esperienza migliore delle care mamme, per imparare a diventare una perfetta casalinga?

Decido di cominciare la mia lezione di vita dal luogo di incontro per eccellenza, il mercatino rionale. Metto la sveglia alle 10 per assorbire più nozioni possibili, ma inspiegabilmente mi sveglio di soprassalto alle 12.00. Va be’, sono inconvenienti che possono succedere; metto la maglia Emergency che mi sembra adattissima all’occasione e corro al mercato.

La prima fermata è il banco della frutta e della verdura. Lo sconforto comincia già a farsi sentire… dieci bancarelle allineate che formano una distesa sconfinata di cetrioli e finocchi. Oddio!!! quale bancarella sceglierebbe la perfetta massaia? Quella col commesso con più peli del petto che vengono fuori dalla maglietta? Io quella l’ho scartata…

Proseguo la via crucis puntando la più affollata (sicuramente ci sarà un motivo) e mi fermo. Immobile e con lo sguardo vacuo per due minuti buoni, osservo tutta quella “roba” perfettamente riposta nelle cassette e mi accingo ad ascoltare come si comportano le mamme, pronta a succhiare il nettare della loro infinita saggezza; mi avvicino a quella che mi sembra la più navigata e aspetto che chieda. Finalmente guarda il venditore con occhio arguto e sagace e dice: “Senta, ma di sapore sono buone queste pesche?” Incredula e sbalordita, guardo prima lei e poi il commesso che risponde: “Certo, sono dolcissime”. E certo che sono dolcissime, penso, sono le 12.30 e tu non vedi l’ora di andartene a casa a mangiare un chilo di carboidrati dopo otto ore passate a vendere ortaggi, e soprattutto ci sono altri venti commessi pronti a giurare sulla testa del loro amato cane che le loro pesche sono le più dolci sulla faccia della terra! Ma che domanda è? Devo aver beccato la donna sbagliata.

Ne punto un’altra che sta giusto rimproverando un commesso perché i pomodori comprati la settimana prima non avevano sapore, e mi chiedo: “Ma allora, dolce mamma di chissà chi , come mai sei di nuovo in quella bancarella? Non senti il vicino? Sta urlando che i suoi pomodori sono i più gustosi dell’universo!”

Demoralizzata, mi guardo intorno con gli occhi della delusione, osservo meglio e vedo donne comuni che, come me, osservano la sanissima frutta e la miracolosa verdura, e la scelgono in base all’aspetto, sperando che sia realmente la migliore del creato. Va bene, dico io, allora mi dia tre pere, tre mele, tre pesche e un melone.

“Quale vuoi?” mi chiede il fruttivendolo innocente, e io, prima che cominci con le sue promesse vane alla Bertoli in “Pescatore”, rispondo da schietta incompetente: “Quello che pesa meno grazie, ho la macchina a un chilometro di distanza!”

Foto | tornatore

Categoria: Racconti e testi
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