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Adriana Lisboa ci parla dei Racconti popolari giapponesi

La Graphe.it edizioni pubblica oggi, secondo anniversario del terremoto e maremoto del Tōhoku, l’antologia Racconti popolari giapponesi. Si tratta di una raccolta particolare perché, in un certo senso, abbraccia tutto il mondo: i racconti provengono dalla tradizione popolare nipponica, l’autrice è Adriana Lisboa, di origini brasiliane che ora vive negli Stati Uniti d’America, infine vengono tradotti in italiano da Natale Fioretto. Un libro, quindi, che fa il giro del mondo per far sentire la nostra vicinanza alle vittime di quel tremendo terremoto.

Lasciamo la parola direttamente all’autrice che così ci racconta come è nato questo libro e in base a quali criteri ha selezionato i racconti.

Se sei arrivato fino a qui, se hai aperto questo libro, probabilmente è perché il Giappone in qualche maniera ti interessa. Anche a me, è chiaro.

Il mio interesse è nato alcuni anni fa quando mi trovavo nel monastero zen Morro da Virgem, a Ibiraçu (Espírito Santo) in Brasile e in cui mi sono fermata per cinque giorni. Lo zen è una filosofia nata molti secoli fa in Giappone. Trae origine dal buddismo chán proveniente dalla Cina e nel corso dei secoli ha ispirato molti artisti. Il monastero di Ibiraçu è costruito sull’esempio dei suoi simili dall’altro capo del mondo e conservato scrupolosamente dall’abate Daiju Bitti.

Dopo questa permanenza, spinta da alcune persone che là avevo conosciuto, ho iniziato a studiare la lingua giapponese a Rio de Janeiro (per poco, però: è una lingua sufficientemente complessa che avrebbe avuto bisogno di quel tempo che io non avevo a disposizione).

Ho lavorato alla mia tesi di dottorato sulla poesia giapponese e successivamente ho realizzato il romanzo Rakushisha (che vuol dire La capanna dei kaki caduti), basato sui diari di viaggio del poeta Matsuo Bashō, vissuto nel XVII secolo, fra i più amati in Giappone.

Nel 2006, grazie a una borsa di studio della Fondazione Giappone, vinta per completare le ricerche necessarie per la stesura di Rakushisha, ho avuto l’occasione di trascorrere un mese nel paese del Sol Levante. La maggior parte del tempo sono stata nella bella città di Kyoto, in cui sopravvivono le tradizioni, ma ho potuto anche compiere un viaggio sul treno più veloce del mondo fino all’impressionante capitale: Tokyo.

Da lì ho riportato alcuni libri di leggende popolari già con l’idea di scrivere dei racconti. Ho fatto ricorso anche alla biblioteca pubblica di Denver, negli USA. Là ho trovato dei libri simili che si sono presto trasformati in fonte di notizie e ispirazione. Purtroppo non mi è stato possibile inserire in questo libro tutti i racconti che hanno catturato la mia attenzione, ma la mia cernita in ogni caso ha seguito il cuore: questi racconti sono fra i più conosciuti in Giappone e sono anche i miei preferiti.

Dopo aver pubblicato Rakushisha nel 2007, sono felice di vedere la pubblicazione di questo volume di racconti nell’anno in cui si commemora il centenario dell’immigrazione giapponese in Brasile. Spero che leggere le storie che seguono vi permetta di viaggiare così come è successo a me scrivendole.

Categoria: Mondolibri
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