Lo scrittore francese Gérard de Villiers, autore di una prolifica serie di romanzi di spionaggi che vanno sotto la sigla SAS è morto ieri a Parigi, dopo una lunga malattia. Aveva ottantatré anni e ad annunciare la morte è stato il suo avvocato Eric Morain via Twitter:
#SAS le Prince Malko Linge est orphelin : l’écrivain #Gérard de Villiers est décédé hier à Paris à 83 ans des suites d’une longue maladie.
— Eric Morain (@EricMorain) November 1, 2013
SAS il Principe Malko Linge è orfano: lo scrittore Gérard de Villiers è morto ieri a Parigi a 83 anni dopo una lunga malattia.
Lo scrittore pubblicava vari romanzi ogni anno della serie SAS (sigla che sta per Son Altesse Serenissime – Sua Altezza Serenissima – ma anche per Special Air Service), considerati leggeri dalla critica ma molto apprezzati dai lettori. Il canovaccio dei suoi romanzi era più o meno sempre lo stesso: Malko Linge, aristocratico austriaco appartenente alla nobiltà decaduta e agente della CIA, si trovava implicato in un intrigo internazionale che risolveva a suon di sparatorie, scazzottate, torture e anche un bel po’ di sesso, che aiuta (sia alle vendite che a risolvere gli intrighi!). Solitamente la trama dei romanzi di Gérard de Villiers era collegata all’attualità e più di qualche volta lo scrittore ha “indovinato” il futuro, preconizzando l’assassinio di Sadat, per esempio. Malko Linge è, in un certo senso, la risposta francese a James Bond.
Gérard de Villiers era nato a Parigi l’8 dicembre 1929 in una famiglia di militari che vantava ascendenze aristocratiche. Dopo essersi laureato in Scienze politiche ha iniziato a lavorare come giornalista e corrispondente dall’estero. Era il 1965 quando pubblicò il suo primo romanzo ad avere come protagonista Sua Altezza Serenissima Malko Linge: il titolo del libro era Sas a Istanbul ed è stato il primo di una serie di oltre duecento avventure. De Villiers ha introdotto nel filone della spy story elementi di sesso e di violenza che prima di lui erano sconosciuti.
Negli anni Ottanta, de Villiers espresse simpatie per l’estrema destra francese, sostenendo il Fronte nazionale nel 1981: questa sua posizione gli ha attirato molte critiche, che si è portato dietro fino alla tomba, tanto che su Twitter c’è chi lo ricorda come “anticomunista, anti-islamista, anti-comunitarista, antisocialista e fascista” e chi si indigna per il rilievo che si dà alla notizia della sua morte, definendo “pseudo-giornalisti” coloro che parlano di questo “pseudo-scrittore”.
In Italia i suoi romanzi erano pubblicati nella collana Segretissimo, molti dei quali tradotti da Mario Morelli.