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Lettere Antiche, foto di Grazia Musumeci per celebrare l’amore

Un cassetto pieno di lettere da ordinare, fogli di carta con l’inchiostro un po’ sbiadito, timbri postali e francobolli, una corrispondenza serrata tra innamorati d’altri tempi: l’amore che resiste e fa innamorare ogni giorno di più.

Lettere Antiche è un portfolio realizzato da Grazia Musumeci, fotografa siciliana appassionata e spontanea, che con dolcezza e delicatezza ha raccontato il profondo legame che c’è tra i suoi genitori, Aurora e Rosario, e le lettere che si scambiavano da ragazzi. Oggi a distanza di quasi cinquant’anni i due innamorati, degli eterni ragazzini, si rileggono a vicenda queste parole acerbe di quando, a chilometri di distanza, sognavano la vita che adesso vivono…

Ecco un’intervista in cui Grazia ci svela tutti i segreti di Lettere Antiche.

Com’è nata l’idea di questo progetto fotografico così intimo e personale? Quali difficoltà hai incontrato durante la realizzazione? I tuoi genitori si sono messi in gioco, hanno accettato di farsi fotografare da te… sono stati collaborativi?
L’idea è nata per caso. A poche settimane dal giorno del loro anniversario, i miei genitori hanno deciso di riordinare le loro lettere del periodo in cui erano fidanzati… una corrispondenza fittissima e ricca che ha coperto un periodo di dodici anni. E mentre riordinavano tutto questo materiale lo leggevano e lo rileggevano. Inizialmente scattavo le foto “di nascosto” e di conseguenza non ho avuto grandi difficoltà, tranne quelle di cogliere il dettaglio che volevo nel modo che desideravo senza che se ne accorgessero. Quando poi sono venuta allo scoperto, loro hanno preso la cosa come un gioco e hanno accettato anche di mettersi in posa, mantenendo un’aria molto naturale che, devo dire, ha stupito anche me!

Quando hai realizzato i primi scatti ti aspettavi che questo progetto avrebbe emozionato così tante persone? Come ti spieghi questo successo?
No, non mi aspettavo tutto questo apprezzamento. Doveva essere un piccolo album privato, da sfogliare in famiglia, senza ambizione alcuna. Credo di aver commesso “l’errore” di aver condiviso alcuni di questi scatti sulla mia pagina Facebook per cui sono stati notati da un paio di amici miei, Serena e Alfio, i primi a subire il fascino di questo lavoro e a incoraggiarmi a lavorarci su con più impegno. Non credevo arrivasse così lontano… al punto che al momento della premiazione [il portfolio di Grazia Musumeci si è classificato primo a Scatti Mediterranei 2013, quarantaseiesimo incontro d’arte fotografica organizzato dal Cine Foto Club Vanni Andreoni, Reggio Calabria] stavo smanettando col telefonino, certa che non avrebbero mai chiamato il mio nome per un primo premio! Forse il motivo per cui tanta gente è rimasta colpita è perché si tratta di una storia semplice, molto comune, che può riguardare chiunque di noi. O forse è solo che commuove ancora vedere una coppia che riesce a mantenere l’amore fresco come la prima volta, anche dopo oltre quarant’anni di convivenza…

Le foto ritraggono i tuoi genitori che sistemano le lettere d’amore che si sono scritti quando erano fidanzati. Un tempo in cui tu non c’eri: com’è stato entrare in questo rapporto d’amore in cui tu poi hai preso forma?
È stato emozionante anche perché loro, le lettere, se le leggevano a vicenda a voce alta. Ho conosciuto meglio, perciò, le tante vicende che hanno vissuto insieme fin da quando – appena diciassettenni – si sono “messi insieme”, di nascosto alle famiglie (perché nella Sicilia degli anni ’50 gli adolescenti non godevano di tutta questa libertà di movimento). Il loro rapporto è stato più volte contrastato, più volte messo alla prova, più volte oscurato anche da dubbi che loro stessi si ponevano… ma alla fine è andato fino in fondo e ha vinto contro le avversità. Questo mi rende orgogliosa, perché so di essere nata da due persone molto coraggiose e determinate.

Raccontare di lettere cartacee al tempo delle email e della comunicazione immediata: non si corre il rischio di compiere un’operazione un po’ troppo retrò?
Purtroppo parli con una persona che crede ancora nella carta e che la adora! Non credo passerà mai di moda. Raccontare una “storia di lettere” al tempo delle email, secondo me, può servire a far capire alle generazioni di oggi quanto fosse più difficile – ma anche più bello – un tempo vivere i propri sentimenti…

Cosa possono dire le lettere di carta che non possono invece comunicare i mille mezzi che abbiamo a disposizione oggi? Si ha ancora bisogno delle lettere cartacee scritte a mano per veicolare le emozioni?
Come dicevo prima, le lettere esprimevano i sentimenti in modo diverso. Danno un valore speciale a certe emozioni: l’attesa (di diversi giorni), l’ansia di creare una risposta. E poi le sensazioni come l’odore della busta, dell’inchiostro, la bellezza delle cancellature, anche il rischio che una lettera si perdesse per strada e dunque uno credesse di aver offeso l’altra solo per non aver avuto quella particolare risposta! Chi vive oggi, non avendo mai conosciuto le lettere, forse non ne sente la mancanza e sa rendere romantiche anche le comunicazioni elettroniche. Ma io credo che non ci sia nulla di meglio della carta per conservare in eterno certi momenti. Non sarebbe male, insomma, stampare e conservare le nostre email più belle!

Scrivi dei libri già da qualche anno, di cosa ti stai occupando adesso? Quali sono i tuoi progetti e cosa sogni per il futuro?
Scrivo per mestiere (lavoro per un blog e faccio traduzioni) e per puro piacere, come ad esempio quando creo romanzi o racconti, anche se questi ultimi li realizzo più per me e per gli amici che per un grande pubblico! Non mi piace fare progetti per il futuro, anche perché sono molto pessimista! Preferisco pensare a cosa succede oggi o al massimo a cosa potrei fare domani. Spero di continuare a scrivere e a scattare fotografie, perché secondo me fare foto è un altro modo per “scrivere” – stavolta con la luce – le emozioni che il mondo ci trasmette.

 

Foto | © Grazia Musumeci

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Serena Vasta:

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