La copertina del libro Giorgio Armani in libreria per Rizzoli
Giorgio Armani. Così, semplicemente, senza tanti altri fronzoli: è questo il titolo del libro edito da Rizzoli che racconta la vita lavorativa di Giorgio Armani e viene pubblicato per i quarant’anni della sua azienda.
Memoir, dichiarazione di stile, repertorio iconografico e spaccato esaustivo sulla globalità del suo lifestyle, Giorgio Armani è un volume nel quale lo stilista ricostruisce la propria storia in prima persona, usando parole e immagini e affidandosi a un registro espressivo molto limpido e diretto. Il libro è un lungo racconto che incuriosisce un po’ come le sequenze di un film in cui il regista è anche il principale attore. E la metafora del cinema è del tutto calzante, perché Giorgio Armani ha sempre sostenuto che se non si fosse occupato di moda avrebbe voluto fare il regista cinematografico.
Il volume – di oltre cinquecento pagine e disponibile in due versioni (base e deluxe), non proprio per tutte le tasche (la versione base è prezzata euro 130
La nascita del libro è spiegata da Giorgio Armani:
Alcuni mesi fa mi posi il quesito se raccontare la mia storia alla gente, mettendo seriamente in dubbio che chi ama i miei vestiti potesse avere desiderio di conoscere la mia vita da bambino, i miei inizi di lavoro, attraverso anche fatti strettamente privati, accanto a quelli ormai ufficiali. Decisi di realizzare un libro particolare, dove più che le persone, sarebbero stati gli eventi a essere protagonisti. […] Volevo un libro da leggere dalla prima all’ultima pagina e viceversa, oppure da sfogliare guardando le foto, come un flusso continuo. Un flusso che ogni lettore avrebbe potuto seguire come preferiva, senza un vero inizio né una vera fine: il fluido sfaccettato della mia moda. E allora, ecco la mia storia.
Giorgio Armani è un libro-album che può essere letto in molti modi: o seguendo i testi scritti dall’autore o anche sfogliando solo le foto; e ancora dalla prima all’ultima pagina come anche dall’ultima alla prima. Per citare Giorgio Armani stesso:
Mi piaceva l’idea di un documento singolare e unico che accendesse in chi lo sfoglia una scintilla, come per convincerlo di poter fare, esprimersi, inventare, con la stessa passione che ho vissuto io nel mio lavoro.