Arriva al cinema il film Dark Places – Nei luoghi oscuri, thriller diretto da Gilles Paquet-Brenner con Charlize Theron, Nicholas Hoult, Chloë Grace Moretz e Christina Hendricks nel cast. Il film è tratto dal romanzo Dark Places di Gillian Flynn, già autrice di Sulla pelle e L’amore bugiardo. Gone girl (Dark Places e Sulla pelle disponibili per Piemme mentre L’amore bugiardo è nel catalogo Rizzoli).
Dark Places – Nei luoghi oscuri (che prima dell’uscita del film era in libreria solo con il titolo Nei luoghi oscuri) è ambientato in una provincia americana povera e desolata e ruota attorno alla protagonista Libby Day e alla sua tragedia umana. Libby, infatti, aveva appena sette anni quando sua madre e le sue sorelle vennero uccise in un rito satanico. Libby accusò dell’efferato omicidio sui fratello Ben, che da allora è in carcere. Ora, dopo ventiquattro anni, qualcuno però sostiene l’innocenza di Ben: è il Kill Club, una sorta di “feticisti del crimine” o investigatori dilettanti che dir si voglia, che fanno di tutto per convincere la donna a ritrattare la sua testimonianza. Le offrono molti soldi e visto che lei ha bisogno di denaro, accetta di ritornare con la mente a quanto accaduto ai tempi della sua infanzia. E quello che verrà alla luce non sarà affatto piacevole.
L’incipit del libro Dark Places – Nei luoghi oscuri è interessante (traduzione di Barbara Murgia):
Ho della cattiveria in me, reale come un organo. Mi dilania il ventre e può scivolare a terra, carnosa e scura, tanto da poterla calpestare. È il sangue dei Day. Ha qualcosa che non va. Non sono mai stata una brava bambina e sono peggiorata dopo gli omicidi. Libby l’orfanella è cresciuta apatica e smidollata, trascinandosi a fatica da un gruppo di lontani parenti all’altro – secondi cugini, prozie, amici di amici –, rinchiusa in una serie di roulotte o fattorie fatiscenti in giro per il Kansas. Mandata a scuola con i vestiti smessi delle sorelle morte: camicie con le ascelle macchiate; pantaloni sformati, troppo grandi, tenuti su da logore cinture strette fino all’ultimo buco. Nelle foto di classe avevo sempre i capelli spettinati – con le mollette aggrappate alle ciocche, come oggetti volanti impigliati fra i cespugli –, le borse sotto gli occhi e lo sguardo da affittacamere ubriaca. Forse una piega riluttante delle labbra al posto del sorriso. Forse.
Non ero una bambina adorabile e sono diventata un’adulta decisamente sgradevole. Tracciate un disegno della mia anima e ne uscirà uno sgorbio con le zanne.
Parlando del film Dark Places Charlize Theron ha affermato: “Credo sia insito nella condizione umana rifiutare di vedere gli aspetti più dolorosi della vita”