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Addio a Pat Conroy, autore de “Il principe delle maree”

Pat Conroy (1945-2016)

Lo scrittore americano Pat Conroy è morto all’età di 70 anni. Lo scrittore – noto al grande pubblico come autore de Il principe delle maree – è deceduto nella sua casa in Carolina del Sud per via di complicazioni legate al tumore al pancreas, che gli era stato diagnosticato poco meno di un mese fa.

Non è stata facile la vita di Pat Conroy dall’anno della sua nascita, 1945, ad Atlanta, visto che la sua infanzia è stata profondamente segnata dall’oscura presenza del padre, Donald, un colonnello che ha abusato di lui, dei suoi fratelli e di sua madre, sottoponendoli a una orribile routine militare. Da qui nasce l’elemento autobiografico presente in tutti i suoi libri.

Il suo primo grande successo è stato Il grande Santini, che è giunto al cinema con la sceneggiatura curata anche dallo stesso Pat Conroy, visto che la storia era fortemente radicata nelle sue vicissitudini. Lo scrittore ripeté la formula di una famiglia disfunzionale nel celeberrimo Il principe delle maree, diventato poi un film con Nick Nolte e Barbra Streisand (che ne fu anche regista). Nel libro Il principe delle maree leggiamo, tra l’altro (traduzione di Pier Francesco Paolini):

Dai propri errori aveva ricavato la convinzione che l’amore non è al servizio della disperazione, non deve per forza far male. Quando mio padre ci picchiava, mia madre diceva: “Lo fa perché vi vuol bene.” Ogni qual volta mia madre ci colpiva con la scopa, con la spazzola o con le mani, lo faceva in nome dell’amore. Ma mia nonna riportò dai suoi viaggi una dottrina rivoluzionaria: l’amore non ha armi, non ha pugni, non ammacca, non ferisce a sangue.

Altri suoi libri sono stati I ragazzi di Charleston (2009) come anche Cavalli di razza (1980) e La mia stagione no (2002), in cui ha raccontato delle sue esperienze nel collegio militare The Citadel. In Italia i suoi libri sono stati pubblicati da Bompiani.

Foto | Facebook

Categoria: Un autore
Roberto Russo: @rrt71Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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