Eravamo in sette concorrenti: Annalisa Bruni, Fiammetta Galletta, Mara Penso, Laura Pierdicchi, Augusto Pivanti, Roberto Ranieri ed io. Ospitati dall’Osteria La Vida Nova, che si trova sotto il Candiani, avevamo a disposizione una zona-palco con luci e microfoni.Di fronte a noi la giuria composta da cinque esperti (Alessandro Agostinelli, scrittore e poeta; Roberto Lamantea, giornalista e poeta; Tonino Marra, delegato alla cultura della Municipalità di Mestre; Francesco Sassetto, vincitore della edizione di giugno del Poetry Slam; Alberto Zava, giornalista) e due estratti a sorte tra il pubblico numeroso, cosa che mi ha piacevolmente sorpresa.
La sfida-spettacolo è partita subito a ritmo serrato, con tre minuti a disposizione per ciascuno, durante i quali ogni poeta declamava i suoi testi cercando di non sforare i tempi, pena due punti di penalità da togliere al punteggio complessivo.
Si andava in ordine alfabetico, quindi io ho letto per ultima.
Dopo la prima manche, con un mix di Poesiole doppiosensuali, poesie d’amore e temi vari sono arrivata in finale con Laura Pierdicchi e Roberto Ranieri.
Ero abbastanza carica perché il pubblico aveva apprezzato i miei testi con una buona dose di applausi.
La sfida si è fatta serrata, Ranieri ha sfoderato testi molto buoni, ma un po’ lunghi, e questa è stata la mia fortuna, perché al conteggio finale lui era in testa con un punto più di me, però era uscito dai tre minuti a disposizione. Due punti di penalità quindi, e così ho vinto io!
Molti applausi, il pubblico ha condiviso il verdetto, e questa è una cosa che fa piacere.
E come premio uno scatolone di viveri stile pacco-natalizio con vini, specialità varie, e un’enorme soppressa. E poi dicono che Carmina non dant panem!