Dice la sera: “Ho sete d’ombra”.
Dice la luna: “Io ho sete di stelle!”.
La fonte cristallina chiede labbra,
sospiri chiede il vento.
Io ho sete di aromi e di risate.
Sete di canti nuovi
senza lune né gigli,
e senza amori morti.
Un canto mattutino per cui tremi
la quiete dei ristagni
dell’avvenire. E colmi di speranza
sia le onde che le melme.
Un canto luminoso e sereno,
pieno di pensiero,
vergine di tristezza e di angosce
e vergine di sogni.
E senza carne lirica che colmi
di risate il silenzio.
(Uno stormo di cieche colombe
lanciate al mistero. )
Canto diretto al cuore delle cose
e all’anima dei venti
e che riposi infine nella gioia
del cuore eterno.
Foto | makelessnoise