Gli occhi di buona parte del mondo – di quello sportivo almeno – sono rivolti a Londra in questi giorni per via delle Olimpiadi. Guardiamo anche noi questa città, allora, ma lo facciamo attraverso gli occhi della poesia. Ci affidiamo alle parole di Valery Larbaud (1881-1957) che ci descrive Trafalgar Square di notte.
Non senti, giovane mendicante, quant’è bello,
Quant’è prezioso esser qui
A vagare in questo deserto architettonico
Nel centro della più grande città del mondo, sotto gli astri
Perpendicolari, astri maligni, balenanti,
Appannati riverberi della città celeste?
Non pensar più alla tua fame, ma gioca
A scoprire i leoni sdraiati nella nebbia azzurrina
Sui bordi delle terrazze d’acque nere ove ristagnano
I lividi riflessi delle lampade elettriche…
Vieni! Io sono una fata che t’ama, tra un po’
Avrai un festino per te sola e fiori nella tua carrozza;
Vieni a contemplare qualche istante ancora
La grande cosa notturna, più bella
Dei deserti e del mare, e dei fiumi dei tropici
Trascorrenti nello splendore lunare;
Oh, contempla in silenzio, stringendoti a me,
Donna dedicata alla città!
Foto | Tim Walker