[È da temerari prendersi gioco di lei in questo modo, perché significa an]che beffarsi di Dio. La giovane donna è scoppiata in lacrime e si è pentita, ma non succede così ogni volta. Alcuni si limitano a provare imbarazzo, altri ridono stupidamente e con testardaggine.
«Parlo con te, accolgo le tue risposte e le tue istruzioni nelle faccende quotidiane» ride lei, «sento il tuo sguardo di biasimo quando tratto Volmar o Richardis o qualcun’altra delle mie figlie in modo sbagliato. Cerco di sottomettermi alla tua guida meglio che posso. E comunque ti chiamo muto. Perdona il mio riso, rido della mia cecità, stupida come un asino, stupida come questo soffitto! Vuota, bianca e stupida.» Continua a ridere delle proprie parole. Paragonarsi a un soffitto non è niente male. Veglia sulle sue figlie, dà loro riparo e protezione, ma non può nulla da sola, nient’altro che scomparire nel crepuscolo o lasciarsi illuminarsi dal sole.
«Se davvero vuoi che mi sottometta alla tua volontà anche in questo, dove le mie forse non bastano, Se vuoi che io… » Tace. Nella sua improvvisa esuberanza vorrebbe aver detto che se il Signore ripeterà una sola volta il suo desiderio che le se ne vada e fondi un nuovo monastero, allora andrà dall’abate e muoverà cielo e terra per esaudirlo. Ora tuttavia in lei penetra il buio e il suo coraggio svanisce. C’è un odore umido di legno e pietre nella stanza, di sudore e di grasso e tracce delle pesanti essenze ai fiori della nobildonne.
«Perdonami» sussurra cercando a tentoni la croce che ha al collo. La croce di cristallo che Jutta ha ricevuto da sua madre, ma che lei non voleva possedere. Si appoggia al tavolo, costringe l’aria nei polmoni. Si schiarisce la voce per poter parlare con i pellegrini a voce alta e chiara. È quasi l’ora sesta. Una delle ragazze verrà con calma a bussare alla porta, in modo da essere pronta prima del tocco della campana della chiesa. Tre colpi delicati contro la porta di legno che non la disturbano. Pensa di nuovo a Richardis, e ha un tuffo al cuore.
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Il libro (dal sito della casa editrice): La sognatrice narra la vita di Ildegarda di Bingen (1098-1179), una delle donne più importanti del Medioevo, figura di spicco dell’intera umanità. Suora, visionaria, scrittrice, musicista, esperta di medicina, trattò da pari a pari con i grandi del suo tempo e la sua figura non cessa di affascinare.
Anne Lise Marstrand-Jørgensen
La sognatrice
traduzione di Ingrid Basso
Sonzogno, 2012
ISBN 978-88-454-2523-3
pp. 544, euro, 19,50
disponibile anche in eBook