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Sacré Bleu, di Christopher Moore

[Infilò la mano in una] gabbia e prese un ratto, che non reagì in alcun modo, a parte un’annusata, come in cerca di cibo.

«Insegnerò loro a inscenare la corsa delle bighe tratta dal romanzo Ben-Hur» disse il Professeur. «I ratti saranno i miei cavalli, i topolini i miei aurighi».

Lucien non sapeva cosa dire, ma si accorse che in effetti c’erano sei piccoli cocchi allineati lungo un lato del tracciato ovale.

«Li addestrerò, porterò il mio spettacolo a place Pigalle e farò pagare il biglietto a chi vuole assistere alla corsa. Ci si potrà anche scommettere sopra, magari».

«Scommettere» ripeté Lucien, cercando di scimmiottare l’entusiasmo nella voce del Professeur.

«Devi premiarli, quando fanno quello che vuoi. Ho provato a punire quelli che sgarravano, ma a quanto sembra il martello li lasciava con il morale a pezzi».

Lucien guardò il Professeur che agganciava il ratto a una biga, lo posava e prendeva un topolino dall’altra gabbia per infilarlo dentro la carrozza. All’istante il topo scappò e cercò un buco nel muretto che circondava la pista. Poco dopo, la piccola arena si riempì di topi e ratti che correvano dappertutto: due ratti uscirono persino a scavalcare il muretto e si misero a correre lungo le pareti della casa, trascinandosi le bighe, in cerca di una via di fuga. Il Professeur chiese aiuto a Lucien, e i due si misero a inseguire e rimpiazzare ratti-cavallo e topi-cocchiere fino a perdere il fiato, per ritrovarsi infine esausti in ginocchio davanti al minuscolo ippodromo.

«Ah, mi hanno preso in giro» disse il Professeur. «Mi hanno preso per matto. Ma quando allestirà lo spettacolo, celebreranno il mio genio. Anch’io ho mangiato le lumache di Foucault, sai?».

«Pardon, Monsieur, ma temo che la prenderanno ancora una volta per matto».

«Tu mi credi matto, Lucien?» chiede il Professeur con il solito tono da preside delle sue domande.

Per fortuna parlava con il figlio del fornaio di Montmartre, un posto che attirava gli svitati, e il ragazzo aveva imparato dal padre che spesso i grandi uomini sono tipi eccentrici, imprevedibili ed enigmatici, e che non dobbiamo dubitare delle loro intuizioni soltanto perché non capiamo quale strada seguano.

«Credo che lei sia un genio, Monsieur, anche se è matto».

Il Professeur si grattò la pelata con un topo mentre meditava sulla risposta, poi scrollò le spalle e concluse: «Be’, la mia medaglia ce l’ho. Porta pure le lumache a Madame Jacob. Domani, se vuoi, torna a darmi una [mano, devo insegnare i topi a tenere le briglie.]

***

Il libro (dal sito della casa editrice): Lo spirito della Parigi fin de siècle e dell’Impressionismo in una storia di intrighi, passione, arte, ragazze can-can e assenzio nel nuovo romanzo di Christopher Moore.

Il titolo del romanzo si ispira al preziosissimo color azzurro, ricavato dai lapislazzuli d’Oriente e utilizzato nell’arte sacra per ornare gli abiti della Madonna. Ambientato a Parigi nel 1880, ne è protagonista Lucien, fornaio e figlio di fornai, ma deciso ad abbandonare farine e impasti per diventare pittore – il sogno di suo padre, amico e protettore di artisti poveri e affamati di nome Renoir, Monet, Pissarro, Cézanne… Anche Lucien dipinge – e ha come “spalla” d’eccezione nel romanzo niente meno che un certo Toulouse-Lautrec – e la sua musa è la bella Juliette dagli occhi color del cielo, che lo pianta in asso salvo ricomparire dopo due anni e mezzo di misteriosa assenza dalla sua vita. Al fianco della ragazza, un venditore di colori, dietro la cui misteriosa apparizione si celano enigmi e retroscena sconvolgenti: la sparizione dell’azzurro da certi capolavori rinascimentali, o il misterioso suicidio – o forse omicidio? – di Vincent Van Gogh… Dopo il Vangelo e Re Lear, Christopher Moore ci regala la sua rilettura di un momento fondamentale della storia dell’arte e della modernità nel suo complesso, frutto di tre anni di ricerche che lo hanno portato in Francia e in Italia, in un capolavoro di umorismo e riflessioni su quanto di più profondo muove gli esseri umani: la passione, sotto qualsiasi forma essa si manifesti.

Christopher Moore
Sacré Bleu
traduzione di Luca Fusari
Elliot, 2012
ISBN 978-88-6192-259-4
pp. 320, euro 18,50

Graphe.it: @graphedizioni“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)

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