Grazie a un articolo dell’AGI vengo a conoscenza di quello che viene definito l’anti eBook cioè di quel libro cartaceo che vorrebbe rappresentare una sfida dell’eBook. Titolo dell’opera è Il sole e la neve, scritto da Luigi Alfieri, illustrato da Enrico Robusti e pubblicato da Fermoeditore.
Questo libro viene considerato l’anti eBook perché, come leggiamo sul sito dell’editore, è “palpabile e reale” e “si contrappone al libro virtuale, alla civiltà dell’algoritmo”. La rivoluzione di questa pubblicazione parte dai materiali. Cito dal sito della casa editrice:
La copertina è in cartone, uguale a quella dei registri di classe o dei libri in cui i vaccari annotavano la produzione quotidiana delle «bestie». I testi e le immagini sono stampati sulla carta paglia, usata dai droghieri degli anni Sessanta per accartocciare formaggi e salumi. Rigorosamente manuale, la rilegatura è fatta con lo spago, come quella dei salami e dei culatelli.
Inoltre,
per marcare ancor di più la differenza con il libro elettronico, riproducibile all’infinito, libro è stato realizzato in sole trecento copie: un vero e proprio multiplo d’arte.
Quel che mi lascia perplesso è il voler perpetuare a ogni costo la diatriba tra libri cartacei e digitali, questione che, mai come in questo caso, è del tutto sterile. I libri, lo abbiamo sostenuto tante volte e continueremo a farlo, sono fatti per essere letti: è questa la loro prima ragion d’essere. Il resto è accessorio: possono esserci ottimi libri cartacei e pessimi eBook. E viceversa.
Proporre un testo che fa dell’esperienza artistica e tattile (“uno scrigno di sensazioni, al di là della narrazione e dei disegni”, scrivono sul sito di Fermoeditore) è senza dubbio un bell’esperimento, ma il discorso libro è secondario: in una tale pubblicazione si apprezzerà la cura della stampa, la ricercatezza dei materiali, l’originalità dell’idea. Tutte cose buone e giuste, che però rendono Il sole e la neve, secondo me, più oggetto da collezione che libro nel senso vero del termine.
Secondo l’editore, Il sole e la luna è un libro “da prendere in mano, sfogliare, annusare, appoggiare sul comodino”. Visto che costa centonovanta euro, forse è da tenere in libreria e toccarlo il meno possibile. Cioè, uno splendido oggetto, ma poco libro.
Foto | WordRidden – Fermoeditore