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Leggendo Turgenev, di William Trevor

William Trevor, Leggendo Turgenev

[Aveva senti]to di debiti e delle regole per accettare gli assegni dagli estranei, e di una donna anziana che veniva ogni anno in agosto dalle colline e comprava un abito nuovo per un figlio partito per l’Inghilterra nel 1941 e mai più tornato. Aveva sentito quando il suo fidanzato fosse sorpreso che la sala da biliardo della YMCA non fosse più frequentata. A quanto pareva, era rimasta ad ascoltare senza rendersi conto che alla lunga quei discorsi ripetitivi le avrebbero dato ai nervi. Letty non l’aveva messa in guardia; se soltanto Letty avesse saputo che quello su cui insisteva lei era l’ultima delle sue preoccupazioni.

«Questo piatto non è lavato bene» disse Rose una sera nel tinello. «C’è attaccato qualcosa, sembra cavolo».

Rose aveva appena mangiato salsicce e pancetta da quel piatto. Stava per passarci un pezzo di pane per raccogliere il sugo rimasto sul fondo, quando notò un pezzetto di cavolo del pasto precedente.

«Sì, è una verdura» disse Rose. Passò il piatto a sua sorella che lo esaminò a sua volta. Erano decisamente resti di verdura, disse Matilda. Elmer non se ne curò. Spesso durante i pasti era assorto in complessi calcoli matematici iniziati nell’ufficio contabilità.

«Guarda un po’ qui» disse Matilda, e porse a Mary Louise il piatto sul quale l’unto ben pepato che Rose stava per consumare cominciava a rapprendersi. Il pezzetto di cavolo incriminato era attaccato al bordo; il riscaldamento del piatto nel forno ne aveva reso la presenza ancora più permanente. Poteva essere cavolo, confermò Mary Louise, visto che a pranzo c’era cavolo per contorno.

«Io passavo sempre la spugnetta sui piatti, quando li lavavo» disse Matilda. «E li guardavo controluce per controllare che non rimanesse niente appiccicato.»

«Avrei potuto mangiarlo» disse Rose.

***

Il libro (dal sito della casa editrice): Pur di sfuggire alla modesta fattoria in cui è nata e cresciuta e coronare il sogno di vivere in città, spinta dall’illusione del benessere e dell’affrancamento sociale, l’ingenua Mary Louise accetta di sposare il poco attraente Elmer, più vecchio di lei e desideroso di trovare moglie solo per dare un erede all’attività di famiglia. Si trova dunque intrappolata in un matrimonio senza amore, tormentata per giunta dalle cognate nubili che non le perdonano di aver turbato la loro esistenza rigida e abitudinaria, tesa a conservare un’apparenza di rispettabilità, e si rintana in un mondo tutto suo, al confine tra realtà e immaginazione, in compagnia del cugino invalido Robert. Tra i due nasce un amore romantico, mai consumato e per questo più intenso, a cui Mary Louise consacrerà la propria vita, trovando finalmente le parole per esprimere i propri sentimenti nei romanzi russi che Robert le legge in un cimitero di campagna abbandonato. Ma nell’ambiente chiuso e conformista che la circonda basta un minimo scarto dalla norma per veder segnato il proprio destino

William Trevor
Leggendo Turgenev
traduzione di Laura Pignatti
Guanda, 2012
ISBN 9788860888600
pp. 258, euro 17,00
disponibile anche in eBook: euro 11,99

Graphe.it: @graphedizioni“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)

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