«E non hanno neanche mai visto cosa tieni qui dentro?»
«Certo che no! La stanza è sempre chiusa a chiave quando non ci sono o quando c’è Martina. Neanche lei ci entra mai: è terrorizzata da questa stanza! Per fortuna, detesto se mi toccano la roba.»
«Anche se si tratta di Martina?»
«Soprattutto se si tratta di Martina. Neanche la donna delle pulizie ci entra mai; me la pulisco da sola.»
«Possibile che gli zii di Martina non abbiano mai avuto la curiosità di vedere che c’era dietro quella porta?»
«Ma se a mala pena entrano in camera di Martina! Te l’ho detto, in casa non ci sono quasi mai e se anche ci sono, non pensano molto a Martina. Quando sono fuori passano tutto il tempo a giocare a tennis, o a frequentare club o ristoranti di lusso o a lavorare. Ho tutta la libertà del mondo stando qui dentro e libertà di uscire allo scoperto. Meno male! Sai che palle a dover stare sempre nascosta dentro Martina e non poter mai uscire?»
«Che lavoro fanno?»
«Lo zio è imprenditore e la zia è la sua segretaria personale, nonché socia in affari.»
«Non hanno figli?»
«No. Strano vero? Una casa immensa in cui vivono solo tre persone. A volte è talmente vuoto questo posto da mettere i brividi.»
«E i tuoi genitori?»
«I miei…?» ribatté Selvaggia con un’occhiataccia.
«Ah, già… scusa… i genitori di Martina? Che fanno nella vita?»
«Sono morti… purtroppo…» rispose Selvaggia con tristezza.
«Mi spiace…»
«Anche a me per lei…»
«Ma come è successo?»
Selvaggia restò in silenzio, pensierosa. Il sorriso era scomparso dalle sue labbra. La ragazza che aveva davanti era ora triste e muta, con la testa bassa e gli occhi chiusi.
«Preferirei parlarne un’altra volta se non ti dispiace… Anzi in realtà preferirei restare sola…» sussurrò poi.
***
Il libro (dal sito della casa editrice): Selvaggia è una ragazza dark, con i capelli lunghi e neri e gli occhi blu intenso. Ama il punk rock, veste sempre di nero e con il trucco pesante, vive in un mondo tutto suo, che cerca di assaporare fino in fondo; ama girare per Roma fino a notte fonda, avere incontri intimi con perfetti sconosciuti, ballare fino a tardi in locali dark. Selvaggia scrive poesie e ha una stanza completamente buia. Per il mondo, però, non esiste, non è mai nata: è semplicemente la maschera di una persona distrutta o forse la parte più vera di una personalità che sente di non avere più un senso in questo mondo. Lei è Martina.
Martina è una ragazza bionda che veste sempre con colori pastello. È vuota, un pezzo di ghiaccio, all’apparenza impenetrabile. Rifiuta ogni amicizia, ogni rapporto sociale. Ha lo sguardo spento e triste, in quei suoi occhi blu intenso. Ha perso i genitori quando aveva sedici anni. Da allora tutto il suo mondo si è distrutto, e il lutto l’ha trasformata in un corpo vuoto che vive solo perché si deve vivere. Lei è Selvaggia.
Daniel è un ragazzo di diciannove anni, al primo anno di Psicologia, dove conosce Martina. Scopre l’esistenza di Selvaggia su un blog e la incontra in un locale dark. Scopre la linea sottile che separa le due ragazze, segnata dal trucco pesante, i caratteri e i gusti opposti. Scopre la sofferenza che lega le due parti della stessa persona. Tenterà di cancellare quella linea, rompere il muro che separa le due personalità, rischiando di annegare in quel vortice paradossale di conflitti creato da quella ragazza, che sta imparando ad amare, in ogni sua forma.
Giovanni Garufi Bozza
Selvaggia. I Chiaroscuri di Personalità
Edizioni Drawup, 2012
ISBN 978-88-98017-03-4
pp. 320, euro 14,90
disponibile anche in eBook: euro 3,99