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Dead Writers, profumo letterario dalle fragranze decadenti

Il profumo della carta è uno dei tanti argomenti che difendono a spada tratta quanti parteggiano più per il cartaceo che per il digitale. Che la carta abbia un odore, è innegabile; che questo sia anche un profumo è un altro discorso: avete mai messo il naso tra le pagine di un libro stampato da poco? Miasmi chimici a gogò!

Di tanto in tanto qualcuno propone dei profumi per gli amanti dei libri cartacei, sì che si possa quasi adattare il mezzo elettronico (l’eReader) a una sensazione olfattiva che per molti è sinonimo di lettura. C’è anche, però, chi spinge in un’altra direzione e invece di creare un profumo che sappia di libro, ne crea uno che abbia il sentore degli scrittori. È quanto realizza Sweet Tea Apothecary con il profumo Dead Writers.

Il profumo Dead Writers

Secondo i creatori di tale fragranza, Dead Writers

evoca la sensazione di stare in una vecchia libreria e sfogliare le pagine ingiallite dei libri di Hemingway, Shakespeare, Fitzgerald, Poe e altri. La miscela Dead Writers vi farà venire voglia di preparare un tè nero mentre leggete il vostro libro preferito.

Il profumo, infatti, è composto con essenze di tè nero, vetiver, chiodi di garofano, muschio, vaniglia, eliotropio e tabacco. Si tratta di un’essenza molto concentrata e poche gocce possono durare fino a otto ore. Dead Writers va bene sia per uomini che per donne. Il costo di una boccetta è di ventitré dollari (circa diciassette euro), più le spese di spedizione (per l’Italia sono poco meno di sei euro)

Qualunque idea promuova la lettura è sempre benvenuta, sia chiaro. La lettura, però, è indipendente dal supporto cartaceo o digitale e va ben al di là dell’eventuale profumo delle pagine.

Foto | Pixabay

Categoria: Mondolibri
Roberto Russo: @rrt71Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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