Beppe Fenoglio al tavolo di lavoro
Cinquant’anni fa, il 18 febbraio 1963 moriva alle Molinette di Torino, Beppe Fenoglio. Lo scrittore e partigiano non aveva compiuto ancora quarantuno anni quando un tumore ai bronchi se lo portò via.
Beppe Fenoglio era nato ad Alba il 1 marzo 1922. Una sorta di sua nota autobiografica la troviamo nel romanzo Una questione privata (pubblicato due mesi dopo la morte dell’autore). Qui lo scrittore sta descrivendo il protagonista, Milton, ma in filigrana possiamo vedere Fenoglio stesso:
Milton era brutto: alto, scarno, curvo di spalle. Aveva la pelle spessa e pallidissima, ma capace di infoscarsi al minimo cambiamento di luce o di umore. A ventidue anni, già aveva ai lati della bocca due forti pieghe amare, e la fronte profondamente incisa per l’abitudine di stare quasi di continuo aggrottato. I capelli erano castani… All’attivo aveva solamente gli occhi, tristi e ironici, duri e ansiosi, che la ragazza meno favorevole avrebbe giudicato più che notevoli. Aveva gambe lunghe e magre, cavalline, che gli consentivano un passo esteso, rapido e composto.
Quasi tutte le sue opere sono stati pubblicate postume: mentre era in vita videro la luce I ventitré giorni della città di Alba (Einaudi, 1952), La malora (sempre per Einaudi nel 1954) e Primavera di bellezza (Garzanti, 1959).
Scrive di lui Giacomo Verri su L’Unità:
Ancora a poche settimane dalla morte seguitò a intagliare quell’universo dove forgiava la propria personalissima lingua. Fu partigiano della letteratura, attraverso la fatica dello scrivere temprò l’uomo, così che chi legge le sue pagine raffina il proprio odio sulle ingiustizie, spunta la propria mortale indifferenza sulle crudeltà infinite che fanno il genere umano.
Einaudi, con la curatela di Gabriele Pedullà, ha recentemente pubblicato tutti i romanzi di Beppe Fenoglio sia in cartaceo (oltre milleduecento pagine, euro 19) che in eBook (euro 9,99). In un altro volume, invece, ha pubblicato tutti i racconti, a cura di Luca Bufano. Anche La Stampa ha realizzato un’edizione in due volumi di tutti i romanzi Beppe Fenoglio, pubblicati proprio in occasione del cinquantenario della morte.
Marisa Fenoglio, sorella della scrittore, invita alla lettura degli scritti di Beppe perché
offre a noi vivi – familiari, amici, lettori – infinite occasioni di riflessioni, di studio, di rimembranze. Se la parola è memoria e raccontare è rivivere, Beppe ci ha regalato un patrimoni comune di ricordi.
Scrisse Beppe Fenoglio ne I ventitré giorni della città di Alba:
Sempre sulle lapidi, a me basterà il mio nome, le due date che sole contano, e la qualifica di scrittore e partigiano.
Foto | Di Private photographer (Einaudi) [Public domain o Public domain], attraverso Wikimedia Commons