La macchina per il premio Nobel per la letteratura 2013 si è messa in moto da qualche mese e ora si è arrivati alla prima selezione dei nomi dei candidati. L’Accademia Svedese, infatti, ha reso noto che sono centonovantacinque candidati al Premio Nobel per la letteratura nel 2013. Lo scorso anno in lizza ce n’erano duecentodieci. Tra i candidati di quest’anno ce ne sono quarantotto mai nominati prima.
Il segretario permanente dell’Accademia Svedese, Peter Englund, ha spiegato che quest’anno sono stati spediti più inviti alle Università africane perché partecipino al processo di candidatura; lo scorso anno si era ampliato il parterre con enti accademici statunitensi.
Il Comitato per il Nobel della Letteratura invia ogni anno a settembre tra le seicento e le settecento lettere a persone e istituzioni qualificate per proporre candidati al premio. Tra coloro che possono nominare candidati figurano membri dell’Accademia Svedese o di altre organizzazioni simili, docenti di letteratura e di linguistica di varie università, vincitori del premio negli anni precedenti e presidenti di società degli autori che hanno una certa rilevanza nei loro paesi.
Il Comitato per il Nobel della letteratura ha ora un bimestre per ridurre della metà il numero dei candidati che poi attraverso vari passaggi saranno ridotti a cinque. Da questa cinquina uscirà fuori il nome del vincitore nel prossimo mese di ottobre.
Intanto Mo Yan, Premio Nobel per la letteratura 2012, intervistato dal Corriere della Sera, parla delle polemiche seguite alla vittoria del premio, accenna alla censura e poi si sofferma su come è cambiata la sua vita dopo la vittoria del Nobel. Su questo aspetto particolare afferma Mo Yan:
Di cambiamenti, dopo il Nobel, ce ne sono stati, certo. Il primo è che ora ogni mio gesto, o parola, riceve attenzione. E questo è tutt’altro che confortevole. È umano sperare di vivere senza condizionamenti. D’altro canto ho ben chiaro ciò che deve fare un autore: scrivere. Dunque immagino che in futuro non saranno i miei argomenti, i miei temi a cambiare. Ma certo la mia scrittura dovrà in qualche modo mutare: perché io, come ho detto, non sono più lo stesso.
E poi continua:
Ho ascoltato opinioni di vario tipo, assistito a varie esibizioni. Ciò ha rafforzato e approfondito la mia conoscenza della società e delle persone, ho ottenuto una coscienza più chiara di me stesso. Tutto ciò sarà molto utile per la mia scrittura. Io ho avuto un premio con tanti soldi, ottenuto non pochi denari in diritti d’autore. Ciò mi aiuta a scrivere in serenità, senza dover fare cose che non voglio solo per vivere.
Via | Revista Arcadia