Lo scrittore scozzese Iain Banks (che si firmava anche Iain M. Banks), autore di opere come Pensa a Fleba o La fabbrica degli orrori, è morto ieri. Aveva cinquantanove anni. Un paio di mesi fa aveva annunciato sul suo sito di avere un tumore alla cistifellea e al fegato. La notizia della sua morte, sebbene attesa, ha scosso i fan di Banks e i suoi amici. Per lo scrittore Mark Billingham “sapere cosa stava per succedere non lo rende meno terribile. Riposa in pace Iain Banks, unico e insostituibile”, mentre Irvine Welsh così ha saluto Banks: “Vado al pub per festeggiare uno dei miei eroi letterari di tutti i tempi”.
Il romanzo d’esordio di Iain Banks è La fabbrica degli orrori (titolo originale: The Wasp Factory) ed è del 1984. Si tratta di un horror grottesco in cui odio e follia sembrano la quotidiana normalità.
Come autore di fantascienza Iain Banks (che per questo genere aggiungeva una M al suo nome, lettera che stava per un antico nome di famiglia Menzies) ha scritto, tra le altre cose, il celebre Ciclo della Cultura, il cui primo libro è Pensa a Fleba (in italiano pubblicato anche come La mente di Schar). Il titolo di questo testo è debitore a Thomas Stearns Eliot che nel poemetto La terra desolata (del 1922) scrive:
Gentile o Giudeo
Tu che giri la ruota e volgi lo sguardo al vento,
Pensa a Fleba, che un tempo era bello e alto come te
Secondo titolo del Ciclo della Cultura è L’impero di Azad, il cui incipit è particolarmente significativo in questa occasione:
Questa è la storia di un uomo che andò in un posto molto lontano, affrontando un lungo, lungo viaggio, soltanto per fare un gioco. L’uomo era un giocatore; il suo nome era «Gurgeh». La storia comincia con una battaglia che non è una battaglia, e finisce con un gioco che non è un gioco.
Io? Di me vi parlerò più avanti.
Ecco come comincia la storia.
Banks aveva appena terminato la sua ultima opera, The Quarry, che uscirà a giorni: in essa parla della sua malattia e della tensione fisica ed emotiva che ha affrontato per via del tumore.