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Con Jon Fosse il Nobel potrebbe parlare norvegese

Il Nobel per la letteratura 2014 potrebbe parlare norvegese: almeno così sostengono gli scommettitori inglesi che danno Jon Fosse 12/1.

Jon Olav Fosse è nato il 29 settembre 1959 ad Haugesund, cittadina di oltre trentamila abitanti nella contea di Rogaland in Norvegia. Jon Fosse ha scritto romanzi, racconti, poesie, libri per bambini, saggi e opere di teatro e i suoi scritti sono stati tradotti in oltre quaranta lingue. È considerato come uno dei più grandi drammaturghi contemporanei. Il suo debutto letterario è nel 1983 con il romanzo Raudt, svart. La sua prima opera teatrale – Og aldri skal vi skiljast – è stata rappresentata in pubblico nel 1994.

Nel 2007 è stato insignito del titolo di cavaliere dell’Ordre national du Mérite, in Francia, e nel 2007 il Daily Telegraph l’ha inserito nella lista dei cento geni viventi 1)Nella lista dei cento geni viventi si trovano anche altri scrittori e scrittrici, in quest’ordine: Dario Fo (l’unico italiano di tutta la classifica), Nikolson Baker, Harold Pinter, Philip Roth, Margaret Atwood, Stephen King, Graham Linehan, JK Rowling. Jon Fosse si colloca prima di Graham Linehan. L’elenco è stato stilato partendo da un sondaggio e poi valutando diversi criteri, tra cui, cambiamento di paradigma, popolarità, pensiero, importanza culturale. . Nel 2010 ha vinto il Premio Internazionale Ibsen.

Dal 2011 Jon Fosse vive nella residenza di Grotten, un edificio del diciannovesimo secolo nel centro di Oslo, di proprietà della Norvegia, all’interno del Palazzo Reale. Vivere a Grotten è un onore speciale che viene conferito dal re di Norvegia a un personaggio di spicco per il suo contributo alle arti e alla cultura norvegese. In origine era la casa del poeta Henrik Wergeland (1808-1845) e, prima di Fosse, vi hanno vissuto due compositori – Christian Sinding (1856-1941) e Arne Nordheim (1931-2010) – e lo scrittore Arnulf Øverland (1889-1968). A proposito di questa casa e della possibilità che vinca il Nobel della letteratura, Jon Fosse ha commentato:

Il Nobel lo vorrei ma ho anche paura. Dalla casa che mi ha dato il re posso andarmene, ma dal Nobel no. La mia posizione nella lista dei favoriti al Nobel non è molto alta e posso stare tranquillo.

Queste affermazioni risalgono allo scorso marzo: ora Jon Fosse occupa la quarta posizione secondo i bookmaker inglesi – insieme a Joyce Carol Oates. Chissà se continua a starsene tranquillo?

In italiano di Jon Fosse abbiamo alcune traduzioni, anche se facilmente reperibili ne sono solo tre. In ordine di pubblicazione in italiano ecco i testi di Fosse che possiamo leggere nella nostra lingua:

  • La notte… canta – traduzione di Graziella Perin (Theatrum Mundi, Palermo 2003; poi Editoria & Spettacolo 2008)
  • Variazioni di morte in Angelo Longoni, I lupi (Edizioni Interculturali, Roma 2004)
  • Teatro (Editoria & Spettacolo, Roma 2006)
  • Melancholia – traduzione [e postfazione] di Cristina Falcinella (Fandango, Roma 2009)
  • Insonni – traduzione di Cristina Falcinella (Fandango, Roma 2011)
  • Tre drammi. Variazioni di morte. Sonno. Io sono il vento (Titivillus, San Miniato 2012)

Un suo profilo accurato è di Luca Scarlini e lo troviamo ne I contemporanei. Sarah Kane, Edward Bond, Jean-Luc Lagarce, Jon Fosse, volume trentesimo de Il teatro pubblicato nel 2005 da Il Giornale. Da leggere anche Quel buio luminoso. Sulla drammaturgia di Jon Fosse scritto da Leif Zern, il maggior critico teatrale scandinavo, e disponibile per i tipi di Titivillus.

Note   [ + ]

1. Nella lista dei cento geni viventi si trovano anche altri scrittori e scrittrici, in quest’ordine: Dario Fo (l’unico italiano di tutta la classifica), Nikolson Baker, Harold Pinter, Philip Roth, Margaret Atwood, Stephen King, Graham Linehan, JK Rowling. Jon Fosse si colloca prima di Graham Linehan. L’elenco è stato stilato partendo da un sondaggio e poi valutando diversi criteri, tra cui, cambiamento di paradigma, popolarità, pensiero, importanza culturale.
Roberto Russo: @rrt71Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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