Pier Vittorio Tondelli, ritratto di Graziano Origa per il mensile Babilonia, pennino & china + pantone giallo, 1992
Il 14 settembre 1955 nasceva a Correggio (Reggio Emilia), Pier Vittorio Tondelli, uno degli scrittori più influenti della sua generazione, per usare le parole di Giorgio Fontana, nonostante la sua breve vita: morì, infatti, a Reggio Emilia il 16 dicembre 1991, ad appena trentasei anni, per via dell’AIDS, quasi una condanna a morte al tempo.
A sessant’anni dalla sua nascita e a ventiquattro dalla sua morte ancora tanti lettori e tante lettrici scoprono Pier Vittorio Tondelli attraverso la sua eredità fatta di racconti e romanzi e si ritrovano nei sentimenti descritti da uno scrittore per sempre “giovane”. Pier Vittorio Tondelli ha raccontato l’essere omosessuale sottolineando la necessità, costante ma spesso carente, di amare e sentirsi amati. È doveroso tuttavia sottolineare che Pier Vittorio Tondelli visse con una certa insofferenza l’enfasi posta sulla sua omosessualità e non desiderava essere un “portavoce” del movimento gay. Come ha notato Giovanni Dall’Orto: “Divenne insomma famoso per i motivi sbagliati. Era un grande scrittore introspettivo e intimista, alla Isherwood, e invece lo si è creduto un autore trasgressivo, alla Burroughs”. Per citare ancora Giorgio Fontana: “L’intuizione fondamentale di Tondelli è di natura linguistica. Non è un narratore sanguigno e nemmeno un artista del dialogo: il modo in cui scolpisce i suoi personaggi – le loro ossessioni, la loro solitudine, il loro bisogno spesso disperato – si basa su un intuito per la frase che ha qualcosa di unico, e una straordinaria esattezza lessicale”.
La sua opera ha, forse, rivelato molto di più di quanto egli stesso avrebbe voluto. Nell’anniversario della sua nascita, non vale la pena di riaprire discussioni e polemiche sulla sua eredità culturale, ma è di fondamentale importanza contrastare il tentativo di certa critica cattolica di ridimensionare l’orientamento sessuale dell’autore per trasformarlo in una sorta di “santino” del peccato e della conversione in punto di morte.
I libri di Pier Vittorio Tondelli
Come sempre, il modo migliore per ricordare uno scrittore è quello di leggere i suoi testi: e questo vale anche per Pier Vittorio Tondelli. Segnaliamo di seguito i suoi libri, indicando l’edizione originale e invitando a tener presente che nel corso degli anni alcune opere sono state pubblicate anche da altre case editrici.
- Altri libertini, Feltrinelli, Milano 1980.
- Pao Pao, Feltrinelli, Milano, 1982.
- Biglietti agli amici, Baskerville, Bologna, 1986.
- Camere separate, Bompiani, Milano, 1989.
- Un weekend postmoderno. Cronache dagli anni Ottanta, Bompiani, Milano 1990.
- L’abbandono. Racconti dagli anni Ottanta, a cura di Fulvio Panzeri, Bompiani, Milano 1993.
- Dinner Party, a cura di Fulvio Panzeri, Bompiani, Milano 1994.
- Il mestiere di scrittore. Un libro-intervista, a cura di Fulvio Panzeri e Generoso Picone, Transeuropa, Ancona, 1994.
- Opere. Romanzi, teatro, racconti (vol. I), a cura di Fulvio Panzeri, Bompiani, Milano, 2000.
- Opere. Cronache, saggi, conversazioni (vol. II), a cura di Fulvio Panzeri, Bompiani, Milano, 2001.
Foto | By Origafoundation (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons