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Luigi Capuana a cent’anni dalla morte

Particolare di un disegno di Antonino Gandolfo che ritrae Luigi Capuana

Si compiono cento anni dalla morte di Luigi Capuana, tra i più importanti teorici del Verismo. Lo scrittore siciliano, infatti, morì a Catania il 29 novembre 1915, all’età di 76 anni (era nato a Mineo, in provincia di Catania, il 28 maggio 1839).

Luigi Capuana è stato il massimo teorico del verismo oltre che scrittore verista egli stesso. Critico lucido e penetrante esercitò sulla sua generazione, in particolare su Giovanni Verga, una notevole influenza. Nella sua narrativa il gusto per le psicologie complicate e tormentate si alterna ai temi rusticani, densi di aspri e primordiali sentimenti; ma la sua opera, dignitosa sempre e impegnata, solo raramente attinge ad alti valori di poesia.

Le opere di Luigi Capuana

Luigi Capuana scritte molto, come le novelle Le appassionate (1893), Le paesane (1894), Nuove paesane (1898); tra i suoi romanzi più importanti ricordiamo Giacinta (1879), Profumo (1890) e Il marchese di Roccaverdina (1879).

In Giacinta la protagonista, sposa infelice di un vecchio conte, mantiene una relazione con Andrea, il fidanzato di un tempo: dai due nasce una bambina, che poco dopo muore. Infine Giacinta, accortasi dell’indifferenza dell’amante, si uccide.

Ne Il marchese di Roccaverdina il protagonista, che dà il titolo al libro, ha fatto sposare la donna che ama, una contadina, al proprio fattore; ma poi, ingelositosi, uccide l’uomo e lascia che un innocente venga condannato per tale delitto. Tormentato dai rimorsi, tenta invano di scacciarli creandosi una famiglia. La moglie scopre la verità e lo abbandona ed egli, reso folle dalla disperazione, muore accanto all’antica amante, tornata presso di lui per assisterlo.

Tra le sue opere critiche si annoverano: Studi sulla letteratura contemporanea (1879-1882); Gli «ismi» contemporanei (1898) e altri studi sulla letteratura e sul teatro. La sua abbondante produzione teatrale in dialetto siciliano è racconta in cinque volumi del Teatro dialettale siciliano. Scrsse anche racconti per fanciulli: Scarpiddu (1898) e Cardello (1907).

Via | Dizionario della letteratura italiana, a cura di Ettore Bonora
Foto | Wikimedia Commons

Categoria: Un autore
Roberto Russo: @rrt71Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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