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È morta Anna Marchesini, e con lei la signorina Carlo, la rossa del Roxy Bar…

Anna Marchesini (1953 – 2016)

Ha vissuto mille vite, come quelle dei personaggi che ha creato, uno dopo l’altro, imprimendoli a sangue nel cuore del suo pubblico, fedele fin dagli esordi da attrice drammatica e poi con il Trio formatosi nel 1982. Nel 2008 Anna Marchesini aveva festeggiato con uno speciale in tv dal titolo Non esiste più la mezza stagione, i venticinque anni di carriera con i compagni di una vita, Tullio Solenghi e Massimo Lopez, conosciuti entrambi nell’ambiente del doppiaggio e con i quali aveva dato il meglio di sé in moltissime pièce, su tutti l’indimenticabile adattamento comico di I promessi sposi.

Poi, un lungo silenzio e una dolorosa lontananza dalle scene, dovuti al rapido decorso di una malattia terribile, l’artrite reumatoide, che aveva iniziato a mostrare i suoi segni già diversi anni fa.

Ma negli anni in cui Anna Marchesini lottava contro la sua patologia, sempre più invalidante, la sua voce non taceva: oltre a mandare avanti la casa di produzione Marisa e a insegnare all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico, ha scoperto l’amore per la scrittura e si è accostata alla narrativa.

I libri di Anna Marchesini

Un primo assaggio di cosa significasse scrivere e soprattutto dare alle stampe un libro proprio, lo aveva avuto nel 1995 collaborando con Solenghi alla stesura di Uno e trino, volume che oltre a raccogliere i migliori sketch del formidabile trio comico, contiene gli originali di molti copioni che hanno fatto epoca, come quello della scenetta tra Reagan e Khomeini proposto a Fantastico 7 e che causò quasi un incidente diplomatico tra Italia e Iran. Il libro si chiude con una riflessione personale di Solenghi sullo scioglimento del Trio, esperienza mai definitivamente archiviata da lui e Anna che continuarono per un po’ a recitare insieme anche dopo l’addio di Lopez che voleva provare una carriera solista.

Nel 2000 anche lei ci prova da sola e pubblica il libro con annesso video Che siccome che so’ cecata, titolo tratto dal tormentone della signorina Carlo, uno degli oltre 101 personaggi interpretati dalla Marchesini e riportati con affetto su queste pagine. Sfogliando ci sono anche la cameriera secca dei Signori Montagné, la Sora Flora (casalinga umbra alle prese con 32 figli pestiferi mentre il marito è fuori a lavorare su una piattaforma petrolifera nel Kuwait) e la sessuologa Merope Generosa (un tripudio di balbuzie e doppi sensi che nei suoi seminari di educazione sessuale non esita a raccontare le proprie esperienze).

Nei tre romanzi che Anna Marchesini ha scritto, invece, la verve comica e briosa si attenua, facendo posto a una scrittura incredibilmente intima, lirica, con punti d’intensa poesia, dettati da una maturità creativa che forse le ha donato anche la malattia. Nel 2011 l’esordio con Il terrazzino dei gerani timidi, il piccolo mondo circoscritto in cui vive una bambina innamorata della vita, ma terrorizzata dalla morte. Nel romanzo non c’è trama, ma solo una sequela di riflessioni profonde di un esserino che muove i suoi primi passi nel mondo degli adulti, in cui le delusioni sono in agguato, e che affida i suoi pensieri più intimi ai timidi gerani che popolano il terrazzino della sua camera.

Il 2012 è l’anno di Di mercoledì, romanzo più tradizionale che racconta la vicenda di Enza, portatrice di un trauma antico che trasformato la sua vita in un unico grande rimpianto, e che ogni mercoledì si reca all’interno 10, al quinto piano di un vecchio palazzo dove l’aspettano due psicoterapeuti da cui è in cura. Ma mentre lei sembra essere pressoché impermeabile alla terapia, diverso è il caso della ciarliera Zelda, un’altra paziente di cui una volta si trova per errore a spiare la seduta. Le due diventeranno amiche e a loro si aggiungeranno una schiera di altri personaggi diversi, ma uguali nella loro disperata e faticosa ricerca del tempo della felicità.

L’anno successivo, infine, esce Moscerine, un libro di nove racconti che hanno per protagoniste altrettante figure femminili alle prese con i piccoli e grandi contrattempi della vita, quelli che pur banali possono cambiarne completamente il corso o travisarne il senso, proprio come i fastidiosi moscerini che a volte ci distolgono da quello che stiamo facendo… solo che qui, appunto, sono tutte femmine. In tutti questi episodi di vita, l’inaspettato fa il suo ingresso nella storia a un certo punto e ha il potere di ribaltarla completamente, costringendo l’autrice a riscrivere il finale. Peccato che della sua di vita, non sia riuscita a riscriverlo, il finale, cambiandolo magari in un “e vissero felici e contenti”.

Foto | Blitz Quotidiano

Categoria: Un autore
Roberta Barbi: Roberta Barbi è nata e vive a Roma da 40 anni; da qualche anno in meno assieme al marito Paolo e ai figli, ancora piccoli, Irene e Stefano. Laureata in comunicazione e giornalista professionista appassionata di cucina, fotografia e viaggi, si è ritrovata da un po’ a lavorare per i media vaticani: attualmente è autrice e conduttrice de “I Cellanti”, un programma di approfondimento sul mondo del carcere in onda su Radio Vaticana Italia. Nel tempo libero (pochissimo) si diletta a scrivere racconti e si dedica alla lettura, al canto e al cake design; sempre più raramente allo shopping, ormai rigorosamente on line.

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