Una poesia di Alessandro Spissu
fatta di finestre chiuse
bicchieri vuoti
e valigie messe in fila
che hai lasciato
pronte da portare via
Il silenzio è più pesante
delle parole
che mi hai urlato in faccia
e di quell’insulto
che hai lasciato sullo specchio
scritto col rossetto:
vattene, bastardo.