Ebbene sì, questo prolifico scrittore tedesco, laureato in filologia romanza, aveva trascorso molto tempo nella penisola e tradotto per i tedeschi Monti, Parini, Foscolo, Leopardi e Manzoni. Da qualche parte, mentre noi leggiamo I dolori del giovane Werther, c’è insomma un tedesco che legge Le ultime lettere di Jacopo Ortis grazie a lui.
Celie a parte, non immaginavo che fosse possibile trovare parte della produzione di Heyse tradotta in italiano. Vi suggerisco, da appassionata di diari, di partire da Un anno in Italia, proseguire con il divertente Un matrimonio a Capri e concludere con La vedova di Pisa (ci sono naturalmente altri titoli tradotti).
In molti dei suoi racconti Heyse contrappose in modo scherzoso le caratteristiche dei tedeschi a quelle degli italiani. A volte la storia era prettamente tedesca, con protagonisti tedeschi, ma trasposta in ambienti e con nomi tutti italiani.
Tra i suoi scritti più noti le novelle, delle quali la più famosa fu L’arrabbiata e i drammi (ne compose sessanta) di cui ricordiamo la tragedia in cinque atti Francesca da Rimini.
Non dimentichiamo, infine, che Paul von Heyse vinse il Premio Nobel per la letteratura nel 1910, con la seguente motivazione:
Un tributo alla consumata capacità artistica, permeata dall’idealismo, che egli ha dimostrato durante la sua lunga carriera produttiva come poeta lirico, drammaturgo, novellista e scrittore di storie brevi famose nel mondo.
Dopo di lui, solo Alice Munro ha ricevuto il Nobel per i racconti (anche se, come si evince dalla motivazione, von Heyse è stato premiato anche per i racconti, mentre Alice Munro è stata riconosciuta maestra indiscussa del genere). Un altro motivo per leggerlo!
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