Gail Rebuck, presidente del gruppo editoriale nel Regno Unito, ha sottolineato come “Ruth fosse molto ammirata per le sue opere: era una perspicace ed elegante osservatrice della società e molti dei suoi thriller affrontavano temi di cui lei poi si occupava anche nella realtà”. E in effetti Ruth Rendell era anche attiva nel campo sociale: come rappresentante della Camera dei Lord (era nelle file dei laburisti) ha portato avanti campagne come quella contro la mutilazione dei genitali femminili.
Ruth Rendell era nota per i suoi thriller psicologici (tempo fa Ian Rankin ebbe a dire di lei che era “probabilmente la più grande scrittrice vivente di letteratura gialla”). Il suo personaggio più celebre è senza dubbio il sensibile ispettore Reginald Wexford che fece la sua comparsa nel suo primo romanzo From Doon to Death (1964, tradotto in italiano come Lettere mortali e poi con il titolo Con la morte nel cuore
Ha vinto numerosi premi letterari e da diversi suoi testi sono stati tratti film (tra cui ricordiamo Il buio nella mente nel 1995 di Claude Chabrol tratto da La morte non sa leggere, o ancora La damigella d’onore – siamo nel 2004 – da Il pugnale di vetro, sempre con la regia di Chabrol; nel 1997 fu Pedro Almodovar che si ispirò al suo Carne viva per il film Carne tremula) o serie televisive